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L'uso di resina oleofila per la separazione a coalescenza dell'olio dall'acqua è
alla base della tecnologia del coalescer a doppio stadio. Questo processo ha la
sua applicazione tipica nel trattamento del condensato, per rimuovere la contaminazione
oleosa e quindi consentire il recupero del condensato stesso.
Le caratteristiche principali del coalescer a doppio stadio sono di seguito riportate.
- Alta temperatura di esercizio
- Esercizio continuo
- Nessun dosaggio di reattivi
- Flessibilità
- Eccellenti prestazioni
Queste caratteristiche rendono la tecnologia adatta al recupero del condensato in
una vasta gamma di applicazioni, come ad esempio:
- Raffinerie e stazioni di pompaggio
- Centrali termoelettriche
- Industria chimica e petrolchimica
La tecnologia è inoltre applicabile alla disoleazione degli scarichi, in quei casi
in cui i valori di contenuto d'olio che si debbono raggiungere nell'acqua trattata
sono particolarmente bassi.
CONFRONTO CON ALTRE TECNOLOGIE
Per rendersi conto dei vantaggi della tecnologia del coalescer a doppio stadio,
è interessante confrontarla con i sistemi convenzionali di recupero del condensato
oleoso, basati sull'uso di filtri precoat eventualmente seguiti da filtri a carbone attivo
Dal confronto emergono i seguenti vantaggi della tecnologia del coalescer.
Più alta temperatura di esercizio
Con i filtri precoat, il condensato deve essere raffreddato fino a temperature
inferiori ai 40-50 °C; con il coalescer, il condensato può essere trattato fino
a temperature dell'ordine dei 120°C
Esercizio continuo
Con il filtro precoat l'esercizio dell'unità è discontinuo (in caso di contenuto
d'olio nel condensato pari a 10 ppm, il filtro precoat deve essere controlavato
ogni 4÷6 giorni). Il controlavaggio produce un fango che deve essere trattato e
confinato. Viceversa, l'esercizio del coalescer è continuo: nessuna interruzione
del servizio per controlavaggi o rigenerazioni è richiesta, e nessun fango viene generato.
Nessun dosaggio di reattivi
I filtri precoat richiedono un dosaggio continuo di materiale nel condensato da
trattare. Tale dosaggio è dell'ordine di 1÷2 ppm di materiale precoat per ogni
ppm d'olio. Mediamente, il consumo di materiale è di almeno 10 kg per kg di olio.
Con il coalescer, nessun dosaggio di reattivi è richiesto.
Flessibilità
Il sistema convenzionale ha un'ulteriore limitazione: quando il contenuto d'olio
nell'alimento è variabile, il dosaggio di materiale precoat deve essere variato
di conseguenza. Poiché d'altro canto l'affidabilità degli analizzatori d'olio è
limitata, solitamente il dosaggio di materiale precoat viene mantenuto costante
ed è riferito ad un contenuto di olio nel condensato medio.
Ciò significa che, se il contenuto d'olio nel condensato è inferiore al valore
di design si ha un inutile consumo di materiale, e che viceversa lo stesso materiale
verrà rapidamente esaurito in caso di contenuto d'olio superiore al valore di design.
Infine, se il contenuto d'olio nell'alimento supera le 50 ppm, il costo di esercizio
dell'unità diviene tale da non giustificare più il recupero del condensato.
Il processo a coalescenza si auto-regola: per contenuti di olio nell'alimento variabili
tra 10 e 100 ppm, il contenuto nell'uscita sarà sempre inferiore a 1 ppm. Sono
inoltre accettabili picchi momentanei fino a 300 ppm di olio.
Alte prestazioni
Nella maggior parte dei casi il condensato disoleato può essere alimentato direttamente
alla caldaia. Se si installa un filtro a carbone attivo, esso lavorerà come polisher
al fine di ridurre il contenuto di olio da 1 ppm sino al valore indicato dal costruttore
della caldaia. La durata attesa del carbone attivo, nelle condizioni sopracitate e
ad una portata specifica tipicamente di 6 bV/h, è superiore ai 2 anni.
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