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Unidro ha sviluppato delle tecnologie specifiche per la realizzazione di tutti gli stadi di trattamento della salamoia negli impianti cloro-soda che utilizzano processi a membrana, ed è quindi in grado di fornire ai suoi clienti un servizio completo comprendente la progettazione di processo e di dettaglio, la fornitura, l'installazione, la messa in marcia e l'assistenza post-vendita.

Le tecnologie unidro comprendono:
chiarificazione della salamoia satura
filtri ad antracite e a precoat per la filtrazione della salamoia chiarificata
unità di purificazione secondaria della salamoia con resine chelanti

CHIARIFICAZIONE DELLA SALAMOIA

Il primo stadio nel processo di purificazione della salamoia è la chiarificazione. Si utilizza allo scopo un chiarificatore circolare ed un raschiatore rotante con i relativi accessori (limitatore di torsione, sollevamento raschiatore, estrazione fango, ecc.).

La selezione del materiale è uno degli aspetti più critici nella progettazione di queste unità, essendo necessario proteggere dalla corrosione tutte le parti bagnate. Si ottiene questo con l'ebanitatura delle parti stesse, o ricorrendo a materiali resistenti alla corrosione da salamoia satura (tipicamente, il titanio).

Il design di Unidro comprende un chiarificatore che, a seconda delle dimensioni, può essere interamente prefabbricato in officina oppure spedito al sito pronto per l'assiemaggio. Il braccio rotante del chiarificatore viene fabbricato e rivestito in officina e montato al sito.

Nel caso la taglia dell'impianto sia particolarmente rilevante, il chiarificatore potrebbe essere realizzato in cemento. Un rivestimento opportuno viene applicato anche in questo caso.

Filtri ad antracite

Questi filtri rappresentano una tecnologia ampiamente applicata, riuscendo ad abbinare il vantaggio della loro semplicità ed affidabilità ad un costo ragionevole e prestazioni accettabili.
I filtri ad antracite di Unidro sono filtri a pressione automatici, con un disegno particolare degli interni per consentire una distribuzione accurata del flusso, mentre un lavaggio a doppia azione (di superficie ed a flusso ascendente) assicura il massimo delle prestazioni ottenibili con questo tipo di tecnologia.
A seconda delle portate da trattare, i filtri possono essere di tipo orizzontale o verticale.



Filtri a precoat

Quando si richiede una prestazione di assoluta eccellenza, e cioè la rimozione virtualmente totale dei solidi sospesi presenti nella salamoia, allora la soluzione più indicata è rappresentata dai filtri a prerivestimento, comunemente noti come filtri a precoat.

I filtri a precoat Unidro sono di tipo a candela, e utilizzano elementi filtranti speciali in carbone poroso, progettati appositamente per questa applicazione e la cui affidabilità è stata riscontrata in un grande numero di realizzazioni.



La riduzione del consumo di materiale filtrante è ottenuta col metodo "body-feed" che prevede la miscelazione della salamoia di alimento col materiale filtrante.
Il metodo "body-feed" aiuta la separazione del carbonato di calcio disciolto nella salamoia. Inoltre, aiuta l'agglomerazione dei solidi sospesi di dimensioni inferiori, il che rende la filtrazione ancora più fine.

Alcuni vantaggi del sistema di filtrazione precoat Unidro sono i seguenti:
  • rimozione di tutte le impurezze insolubili che ridurrebbero l'efficienza e la vita delle resine chelanti e delle membrane ionoselettive degli elettrolizzatori
  • basso consumo di materiale precoat
  • vita degli elementi filtranti sino a 10 anni

PURIFICAZIONE SECONDARIA CON RESINE CHELANTI

Ioni multivalenti come Ca, Mg, Sr, Ba, Fe, Pb, Ni, Mn, Cr sono responsabili del deterioramento delle membrane a scambio ionico e quindi dell'abbreviamento della loro vita operativa.
La rimozione di detti ioni sino ai limiti prescritti è ottenuta alimentando la salamoia a letti di resine selettive cosiddette chelanti.

L'elevato grado di purezza che deve essere raggiunto con questo processo rende il design di queste unità estremamente critico. in particolare, il fenomeno del "channelling". Un lavaggio non efficace può infatti dare origine alla formazione di vie preferenziali riducendo il contatto resina-salamoia e quindi riducendo la capacità effettiva della resina e dando origine ad un leakage di durezza.
Particolare attenzione merita inoltre la sequenza delle fasi di rigenerazione e conversione; causa la grande variazione della pressione osmotica, potrebbe verificarsi la frantumazione della resina.
Le considerazioni di cui sopra portano alla conclusione che l'idraulica dello scambiatore, la posizione dei distributori, la scelta delle portate dei vari flussi, devono essere progettate con rigore e nello stesso tempo consentire buoni margini di flessibilità.

Infine, i bassi livelli di fuga accettabili all'uscita (dell'ordine delle ppb di ioni) possono essere ottenuti soo da sistemi che prevedono il funzionamento di due o tre colonne in serie, predisposte per l'alternanza automatica in testa-coda o, nel caso di tre colonne, nel cosiddetto "merry-go-round".



Quando la colonna di testa (la prima) è esaurita, essa viene tolta dall'esercizio ed inizia la sequenza rigenerativa. Ultimata tale sequenza, la colonna è reintegrata nel sistema come colonna di finissaggio e cioè in coda (seconda o terza colonna).

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